” ““L’esternazione del professor Sartori è capziosa. Mentre difende la dignità della persona umana nella sua capacità di conoscere e riconoscere i propri vissuti, ignora quell’elementare principio di gradualità, per cui l’eccellenza si raggiunge solo passo dopo passo, ma gli ultimi passi non si darebbero mai senza i primi”. Così la neuropsichiatra infantile Paola Binetti, presidente con il genetista Bruno Dallapiccola del Comitato “Scienza & vita” per la legge 40/2004 commenta l’editoriale di oggi apparso sul “Corriere della sera” a firma del politologo Giovanni Sartori.
” “”Un’analisi razionale del problema prosegue la Binetti porta Sartori ad identificare la vita umana con l’autoconsapevolezza, ossia con la capacità che ha l’uomo di riflettere su se stesso, di rendersi conto di quanto accade in lui e intorno a lui. Evento che si verificherà assai più tardi rispetto al momento della fecondazione, anche se lui non dice quando”. La studiosa, che è anche presidente della Società italiana di pedagogia medica, sottolinea invece come “le moderne tecnologie smentiscono apertamente le conclusioni del professor Sartori. Esse evidenziano, infatti, come il bambino nella vita intrauterina reagisca ai più diversi stimoli e mostri gioia e sofferenza, dinamismo o apatia a seconda di come il suo ambiente reagisce alla sua presenza, includendolo o rifiutandolo. La consapevolezza di quanto gli sta accadendo si attiverà successivamente, quando rielaborerà una serie di vissuti che caratterizzeranno la sua esistenza”.
” “La Binetti sottolinea poi come queste acquisizioni scientifiche stiano portando a “una rivalutazione della vita intrauterina” che si attua anche in forme di aiuto in gravidanza per favorire un “dialogo corretto con il figlio”. Infine, l’intero processo di maturazione dell’uomo è legato a diversi stadi. “Un basso livello di autoconsapevolezza lo si trova anche nel bambino piccolo, quando non può esprimere ciò che sente e pensa. Molte volte, inoltre, nella vita dell’uomo si creano situazioni in cui l’autoconsapevolezza appare sopita. Si può dire forse in questi casi che l’uomo non vive di vita umana?”, conclude la Binetti.