PARITA’ SCOLASTICA: CEI, SUPERARE LE “DISCRIMINAZIONI ECONOMICHE” TRA SCUOLE STATALI E PARITARIE, SI’ AL “FINANZIAMENTO DIRETTO”

“Tutte le scuole del servizio educativo pubblico, indipendentemente dalla natura giuridica della gestione, devono poter essere rese accessibili a tutti considerando che sono gli stesi alunni, con i genitori, titolari del diritto all’istruzione”. E’ quanto si legge in un documento del Consiglio nazionale della scuola cattolica (Cnsc), dal titolo “Per una piena parità”, presentato oggi a Roma. “A tutte le forze politiche che si sono impegnate a dare compimento alla parità entro la presente legislatura”, il Cnsc chiede di superare “ogni discriminazione economica tra gli alunni del sistema nazionale di istruzione e di formazione” – in base alla nuova legge di riforma (62/2000) formato da tutte quelle scuole statali e paritarie che forniscono un “servizio pubblico” – a partire dal “principio costituzionale della sussidiarietà”. Come “strumento di attuazione della parità”, l’organismo collegato con la Cei propone il “finanziamento diretto alle scuole paritarie”, considerando “Il numero degli alunni iscritti perle scuole paritarie primarie e secondarie di primo e secondo grado: quello delle sezioni per le scuole paritarie dell’infanzia; i costi fissi di funzionamento delle scuole anche con l’introduzione di accorgimenti, già operanti in altri Paesi, in grado di distinguere tra i vari ordini e gradi di scuola e di tenere conto della situazione di aree particolarmente disagiate”. Quanto al dibattito, ancora aperto, sul “senza oneri per lo Stato” (art.33 della Costituzione), nel testo si ricorda che la nostra carta costituzionale non lo ha mai previsto “come limitazione di contributi economici alla libertà di scelta delle famiglie” e che “la recente normativa costituzionale e ordinaria apre nuovi orizzonti al riconoscimento effettivo della libertà di educazione di alunni-studenti e delle loro famiglie perché lo riferisce al diritto fondamentale all’istruzione, sena discriminazioni economiche”.