FUNERALI POLIZIOTTI UCCISI A VERONA, MONS. CARRARO: “OCCORRE METTERE ORDINE SULLE NOSTRE STRADE E NELLE NOSTRE COSCIENZE”

” ““Davide e Giuseppe sono morti per noi, nel tentativo di evitare un delitto e, più ampiamente, in un servizio teso a ripulire dall’infamia le vie della prostituzione: umiliante e vergognosa realtà del nostro vivere”: è quanto affermato oggi da mons. Flavio Roberto Carraro, vescovo di Verona, nell’omelia per i funerali di Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, i due poliziotti morti, con altre due persone, domenica notte nel corso di una sparatoria lungo la statale 11. “Dobbiamo chiederci – ha continuato Carraro – se questi episodi non portino con sé alcuni messaggi che ci interpellano come cristiani e come cittadini”. “Verona – ha sostenuto il vescovo della città scaligera – segna, sul registro dei fatti di costume, un importante ed umiliante crocevia nel mercato della prostituzione. A nessuno deve sfuggire la gravità di un mercato umano, dove gli interessi di chi lo gestisce si spingono oltre ogni possibile scrupolo, fino a trasformarsi in una moderna forma di schiavitù, spesso tragicamente accettata dal sentire comune come ineludibile forma di svago e di distrazione”. “Questo desolante scenario – ha proseguito Carraro – non attira soltanto gli appetiti voraci di chi sfrutta creature, spesso fragili o prese dalla necessità della vita, ma spesso convoglia tante fragilità psicologiche, tante devianze patologiche e tanta frustrata aggressività”. “Non è forse la voce di questi caduti innocenti – ha chiesto il vescovo di Verona – la prima voce che ci domanda di mettere ordine nelle nostre idee, nelle nostre coscienze, sulle nostre strade, perché nessun innocente abbia a pagare in futuro il conto di situazioni di violenza, come quelle che vediamo?”. “Non si vince il male – ha concluso Carraro – interpretandolo con vuoti buonismi, accompagnati da proclami di tolleranza spacciati per modernità, ma guardandolo dritto in faccia per sconfiggerlo, sapendo che il male, come il bene del resto, si autorigenera attingendo alla propria linfa interiore”.