” “In un’epoca di “comunicazione globale”, in cui i mezzi di comunicazione di massa incidono sulla “formazione della personalità e della coscienza”, “valorizzare i media” non tocca solo agli “addetti” ai lavori, ma “a tutta la comunità ecclesiale”, chiamata ad inserire Internet e i “nuovi media” nella programmazione pastorale attraverso “una sorta di revisione pastorale e culturale così da essere in grado di affrontare in modo adeguato il passaggio epocale che stiamo vivendo”. E’ il forte appello lanciato dal Papa nella sua lettera apostolica ai responsabili delle comunicazioni sociali, dal titolo “Il rapido sviluppo”, presentata il 21 febbraio, in apertura dell’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, in corso in Vaticano. E proprio per rispondere all’invito di Giovanni Paolo II, il dicastero vaticano proseguirà la sua plenaria con una sorta di “parte pubblica”, costituita dal Simposio “Chiesa e media: un futuro che viene da lontano”, che si aprirà domani (ore 9, fino al 26 febbraio) presso la Sala di conferenze della Lumsa (Via di Porta Castello, 44). Ad aprire i lavori sarà mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; alle 9.30 interverrà Ferruccio De Bortoli, amministratore delegato RCS Libri (Italia) sul tema “Si può parlare di Dio nell’informazione?”, seguito dal prof. Gerardo Pastor, decano della Facoltà di psicologia della Pontificia Università di Salamanca, che si chiederà se “è possibile evangelizzare attraverso i media”. Tra i relatori di venerdì 25 febbraio, Giuseppe Dalla Torre, rettore della Lumsa, e il giornalista Sergio Zavoli. Il 26 febbraio il Simposio si concluderà con la presentazione di un “dvd” multimediale sui media vaticani, realizzato dal dicastero pontificio in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano.