Un invito a non trattare "superficialmente" i temi della vita umana e a non farne "occasioni di scelte politiche precipitose". A lanciarlo sul Sir di oggi è il card. Carlo Maria Martini in un’intervista sui temi della vita, a margine di un incontro biblico che il cardinale ha guidato in questi giorni all’abbazia benedettina di Santa Scolastica (Subiaco). Facendo riferimento al dibattito che si è aperto sui temi della bioetica in vista dei referendum sulla legge 40, il cardinale ha detto: "Si creano spaccature anche perché questi temi sono trattati un po’ superficialmente, quasi all’ingrosso. Sarebbe, quindi, necessario studiare approfonditamente ogni tema e avere la sapienza delle distinzioni". Da qui un invito ad innescare un dialogo proficuo tra scienza e fede. "Bisogna ha detto il cardinale – che la scienza ci dica i suoi segreti e lo faccia con un linguaggio comprensibile e che questi fatti non divengano occasione di scelte politiche precipitose come avviene con i referendum dove un tema morale è posto sul tavolo come scelta politica. Questo è un errore, perché siamo di fronte a temi delicati, con molte sfumature dove bisogna dare anche una certa fiducia agli scienziati che sapranno condurre avanti una ricerca stando attenti agli elementi negativi. In ogni caso, è evidente, che la Chiesa ha sempre il compito di difendere la dignità umana e dichiarare che serve fare attenzione ad eventuali violazioni di questa dignità". Il cardinale ha quindi richiamato alla riscoperta dei valori della vita perché, ha detto, "quando vengono meno i grandi valori, l’uomo creato da Dio, la dignità inalienabile della persona umana, l’uomo che deve obbedire a Dio creatore, allora tutto si sfoca e quindi chi ne soffre sono i più deboli".