Durante il convegno dei missionari italiani in emigrazione mons. Betori ha auspicato che esso "possa anche suscitare, sebbene in un tempo di crisi per le vocazioni presbiterali e religiose, nuove disponibilità per un ministero volto a non far mancare una pastorale specifica destinata alle comunità di origine italiana". È una preoccupazione che il Consiglio permanente della Cei non dimentica, visto che ha chiesto di recente a tutte le diocesi italiane di "farsi garanti di preti accompagnatori e, se possibile, in numero proporzionale ai battezzati della propria Regione che vivono all’estero", ribadendo "l’intenzione di incoraggiare l’invio di sacerdoti al servizio temporaneo di Chiese sorelle in Europa, sia come opportunità di formazione per il clero diocesano sia al fine di evitare la chiusura di missioni pastorali in città importanti". "Non ci dobbiamo scoraggiare ha ribadito mons. Betori -. Lo Stato italiano ha ritrovato, in questi ultimi tempi, forti interessi per le diaspore italiane nel mondo; molte iniziative dicono di una strategia nuova che parla delle migrazioni come di risorse importanti per il ‘sistema Italia’. Anche il versante pastorale deve poter scoprire questa positività". Si tratta, ha concluso di un "sistema Italia" fatto di "testimonianza di fede, di valori condivisi, di una cultura saldamente legata alle radici della fede cristiana. Per queste risorse dobbiamo continuare a camminare insieme con la nostra gente. È quanto vogliamo qui confermare, ribadendo il meglio del passato e aperti alle necessarie innovazioni del presente e del futuro".” ”