LETTERA DEL PAPA SUI MEDIA: "FORMAZIONE, PARTECIPAZIONE E DIALOGO" LE PAROLE D’ORDINE, PIÙ "SPAZIO" AI CATTOLICI

Lo "scopo" dei "media" deve "sempre essere quello di rendere le persone consapevoli della dimensione etica e morale dell’informazione", e le "scelte" da fare in questo ambito vanno ricondotte a "tre fondamentali opzioni: formazione, partecipazione, dialogo". È quanto scrive il Papa, nella lettera apostolica ai responsabili delle comunicazioni sociali, in cui invita i cattolici ad un "dialogo costruttivo per promuovere nella comunità cristiana un’opinione pubblica rettamente informata e capace di discernimento". La "grande sfida" del nostro tempo, sostiene Giovanni Paolo II, "è sostenere una comunicazione veritiera e libera, che contribuisca a consolidare il progresso integrale del mondo": di qui la necessità di "saper coltivare un attento discernimento e una costante vigilanza, maturando una sana capacità critica di fronte alla forza persuasiva dei mezzi di comunicazione". Quanto al rapporto tra i media e le "grandi questioni sociali" del nostro tempo, per il Santo Padre "è necessario che le comunicazioni sociali entrino in un quadro di diritti e doveri organicamente strutturati, dal punto di vista sia della formazione e della responsabilità etica che del riferimento alle leggi e alle competenze istituzionali". "Il positivo sviluppo dei media a servizio del bene comune è una responsabilità di tutti e di ciascuno", ammonisce il Papa che, "per i forti legami che i media hanno con l’economia, la politica e la cultura", auspica "un sistema di gestione in grado di salvaguardare la centralità e la dignità della persona" e "il primato della famiglia, cellula fondamentale della società". Non mancano, nel documento, riferimenti precisi alla pastorale delle comunicazioni ecclesiali: "La Chiesa ha la necessità e il diritto di far conoscere le proprie attività, come altre istituzioni e gruppi, ma al tempo stesso, quando necessario, deve potersi garantire un’adeguata riservatezza, senza che ciò pregiudichi una comunicazione puntuale e sufficiente sui fatti ecclesiali".