” ““Aiutare i sacerdoti a realizzare un primo discernimento sui fenomeni attribuiti al demonio e alla sua possessione, favorire il loro consiglio diversificato sulle molteplici problematiche e poter indirizzare dall’esorcista i casi di vera possessione diabolica”. Così padre Paolo Scarafoni, rettore magnifico dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum”, ha spiegato questa mattina, durante la lezione inaugurale (tenuta nella sede dello stesso Ateneo), gli obiettivi del corso per sacerdoti su “satanismo, esorcismo e preghiera di liberazione”. Il corso, organizzato dal “Regina Apostolorum” e dal Gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa (Gris), è riservato ai sacerdoti e a quanti si preparano al sacerdozio e vede la presenza, tra i docenti, di alcuni dei maggiori esperti di queste tematiche. All’incontro di questa mattina è intervenuto, tra gli altri, Carlo Climati, scrittore e studioso di satanismo giovanile, che affrontando proprio questo tema ha proposto un decalogo per i genitori: “Innanzitutto, è molto importante il dialogo. Secondo: Impariamo a spegnere la tv, per favorire la conversazione. Terzo: osservare i propri ragazzi e accorgersi se, improvvisamente, cominciano ad avere comportamenti strani. Ad esempio: se si sdraiano sul letto, in silenzio, e cominciano a guardare il soffitto per ore. Oppure, se sono frequentemente aggressivi”. Quarto consiglio: “I giovani interessati al satanismo hanno l’abitudine di procurarsi piccole ferite sulle braccia, con spille o lamette. A volte, poi, i ragazzi si fanno tatuaggi con simboli satanici. Quinto: In genere, chi si interessa al satanismo tende a vestirsi un po’ troppo spesso di nero, a indossare ciondoli o medagliette con immagini e simboli satanici. Sesto: Fare caso alle letture dei propri figli. Settimo: È utile fare caso anche al tipo di musica che i ragazzi ascoltano. Ottavo: Può succedere che un ragazzo cominci a bestemmiare, o che inizi a non sopportare qualunque cosa appartenga al mondo della religione cristiana. Nono: È importante scoprire se i figli stanno attraversando un momento difficile, o se hanno avuto qualche delusione. Decimo: Dare sempre ai ragazzi delle buone ‘iniezioni’ di ottimismo e di speranza”.