PROCREAZIONE ASSISTITA: COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA, D’AGOSTINO “LA LEGGE 40/2004 AFFERMA VALORI ANTROPOLOGICI, NON CONFESSIONALI”

” “”I principi cui fa riferimento la legge 40/2004 in materia di procreazione medicalmente assistita non sono desunti dalla Rivelazione biblica o da pronunciamenti dottrinali della Chiesa, ma dalla ragione umana. Se diciamo che le tecniche di fecondazione assistita servono a far nascere un bambino, è ragionevole dire che questo deve essere tutelato”: è quanto affermato da Francesco D’Agostino, presidente del Comitato nazionale per la bioetica, in un incontro tenutosi oggi alla Libera Università Maria SS. Assunta (Lumsa)di Roma e che ha avuto ad oggetto la legge 40/2004 e i referendum abrogativi ad essa connessi. Secondo D’Agostino, non è vero che si tratti di una legge “cattolica” mentre è vero che la legge “fa esplicito riferimento ad espliciti valori antropologici che non tutti nella nostra società condividono”.
” “Per quanto riguarda, in particolare, i quesiti referendari che chiedono l’abrogazione del divieto di fecondazione eterologa e dei limiti alla ricerca sugli embrioni, D’Agostino ha osservato che “la fecondazione eterologa viola il diritto del bambino di avere due figure genitoriali certe” come richiesto dalla psicologia dell’età evolutiva. “Ci sono molti casi – ha aggiunto il presidente del Comitato per la bioetica – in cui la ricerca scientifica è sottoposta a dei limiti: il compito dei comitati bioetici è proprio quello di giudicare l’eticità dei protocolli di ricerca sottoposti alla sua attenzione”. La ricerca “è permessa solo su persone consenzienti e a condizione che non venga messa a rischio la loro salute” e, tra breve, “non sarà consentita nemmeno sugli animali, grazie alla battaglia condotta vittoriosamente contro la vivisezione dagli animalisti e come già stabilito dalla Regione Emilia Romagna”. “La ricerca scientifica – ha affermato D’Agostino – non va difesa aprioristicamente ma ponendo al primo posto il bene dell’uomo”. “La legge 40/2004 – ha osservato ancora il presidente del Comitato per la bioetica – non proibisce la ricerca sulle cellule staminali tout court, ma solo quella sugli embrioni, che non ritiene etica, mentre si sa che la cellule staminali possono essere ricavate anche dal cordone ombelicale e persino da soggetti adulti: la differenza è nei costi e nelle pressioni delle case farmaceutiche di arrivare prima a dei risultati”.