” “L’unica “strategia” efficace per impedire la diffusione dell’Aids sta nella “prevenzione” basata sulla “castità” e sulla “fedeltà”, che per i cattolici vanno vissute all’interno del matrimonio. A ribadirlo è stato mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, rispondendo ad una domanda di un giornalista nel corso della conferenza stampa di presentazione della prossima Assemblea generale del dicastero pontificio (Vaticano, 21-23 febbraio). “La morale ha ricordato Sgreccia – si misura sul contenuto degli atti, che per la Chiesa hanno a che fare con due precetti: l’amore coniugale, cioè la sessualità orientata al matrimonio – che implica che tutto ciò che avviene al di fuori del contesto sacramentale non può essere apprezzato – e la protezione della vita. In una parola, il sesto e il quinto comandamento, che vanno entrambi contemperati”. “La visione naturale dell’uso della sessualità all’interno del matrimonio, che implica il rispetto dei principi di castità e fedeltà ha ammonito il relatore è a parere di tutti la strada in grado di prevenire il contagio dell’Aids, e come tale va stimolata, approvata e incoraggiata”. “Non è affatto vero ha puntualizzato inoltre Sgreccia che l’uso del preservativo immunizzi in maniera assoluta dal contagio, anzi c’è il rischio che per qualche persona possa rivelarsi letale”; senza contare che ha concluso il presidente del dicastero pontificio bisogna interrogarsi sulla “possibilità di utilizzare, per evitare il contagio, la stessa arma che l’ha prodotto, più qualche aggiustamento tecnico”. Come esempio concreto per la prima volta nella storia di un Paese africano di “diminuzione” dei casi di Aids proprio grazie alla “strategia di prevenzione attraverso la castità e la fedeltà” Sgreccia ha citato l’Uganda