"C’è ancora molto da fare" per difendere l’ambiente e per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. "I meccanismi di Kyoto devono essere attuati tempestivamente. Spero che altri paesi, come gli Stati Uniti, possano unirsi rapidamente agli sforzi internazionali per la lotta contro i cambiamenti climatici". René Van der Linden, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accoglie positivamente l’entrata in vigore del Protocollo internazionale di Kyoto. Da Strasburgo, Van der Linden chiarisce che "45 dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa fanno parte della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici e 38, tra cui la Federazione russa, hanno già ratificato il Protocollo". Ciò dimostra "l’enorme responsabilità dei nostri Stati membri nel ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, causa fondamentale dei cambiamenti climatici che fanno già sentire le proprie conseguenze in tutto il mondo". Da Bruxelles fa eco il commissario per l’ambiente, Stavros Dimas: "La lotta ai cambiamenti climatici non è più una scelta ma una necessità. Continueremo ad avere un ruolo leader e a dare l’esempio, ma continueremo anche a fare pressione affinché tutti i nostri partner internazionali si uniscano a noi". La Commissione ha recentemente presentato "un documento – spiega Dimas – che definisce le future politiche in materia di cambiamenti climatici. Il documento comprende una serie di proposte intese ad orientare i futuri negoziati che l’Ue avvierà con i partner mondiali sui cambiamenti climatici dopo il 2012, anno in cui si conclude il primo periodo di impegno del protocollo di Kyoto". Tra i progetti emersi alcuni riguardano una "maggiore efficienza energetica" e "l’aumento degli stanziamenti comunitari per le attività di ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie compatibili con il clima".