Una grande marcia da Goiania a Brasilia con 10.000 contadini per chiedere al governo brasiliano la riforma agraria: è l’iniziativa che il Movimento dei Sem terra ha deciso di realizzare dal 17 aprile al 1 maggio prossimo, una scelta motivata anche dalla protesta per l’assassinio, avvenuto sabato scorso ad Anapu nello Stato del Parà, di Dorothy Stang, 74 anni, la missionaria statunitense che da 30 anni lottava per difendere i diritti dei senza terra. Da tempo riceveva minacce di morte dai latifondisti locali. Dorothy, uccisa da due sicari a sangue freddo dopo aver letto ad alta voce un brano della Bibbia, era impegnata nella Commissione pastorale della terra (Cpt) promossa dai vescovi brasiliani, che in una dichiarazione ha espresso "dolore e indignazione per l’assassinio della religiosa, che da 30 anni denuncia l’azione predatoria dei latifondisti e dei pistoleros". "Si tratta della prima morte di una rappresentante della Cpt in questo governo del presidente Lula afferma la Cpt -. Sorpresi di fronte a tanta brutalità, la Cpt mantiene forte e deciso il suo servizio nei confronti dei popoli e del diritto alla terra e all’acqua". Secondo i dati annuali stilati dalla Cpt, dal 1985 al 2003 sono state uccise in Brasile 1.349 persone per motivi legati alla terra, ma solo 64 esecutori materiali dei delitti e 15 mandanti sono stati condannati. Il Parà dove è stata uccisa la religiosa è uno degli Stati brasiliani con i più alti indici di impunità: 521 omicidi e solo 13 condanne. E qui sono anche il 50% delle vittime a livello nazionale. "Questa grave impunità spiega Antonio Canuto, segretario nazionale Cpt esiste perché il potere giudiziario è agile e rapido solo contro i piccoli, per esempio nello smantellamento degli insediamenti dei sem terra, mentre per i diritti dei poveri e dei lavoratori la giustizia è molto lenta". Secondo il vescovo dom Tomas Balduino, presidente della Cpt, "il miglior modo per esprimere solidarietà è dare un seguito alle denunce che aveva sempre fatto la religiosa Dorothy".