CONSIGLIO D’EUROPA: RAPPORTO SUL RAZZISMO IN AUSTRIA, BOSNIA ERZEGOVINA, FRANCIA, TURCHIA E MACEDONIA

” “Miglioramenti anche se persistono ancora elementi di preoccupazione E’ quanto emerge dai cinque nuovi rapporti sul razzismo che la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), organo del Consiglio d’Europa ha diffuso oggi a Strasburgo. I documenti riguardano l’Austria, la Bosnia Erzegovina, la Francia, la Turchia e l’ex repubblica iugoslava di Macedonia (i testi integrali sono su www.coe.int/ecri). “In Austria – si legge nel rapporto – il razzismo e la discriminazione razziale influenzano la vita quotidiana dei membri di gruppi minoritari come Neri africani, musulmani e Rom”. Preoccupazione destano, per l’Ecri, anche le manifestazioni antisemite. Ai problemi razziali in Bosnia Erzegovina si sommano anche quelli di natura etnica e religiosa. “Episodi di discriminazione – annota l’Ecri – si registrano nei settori dell’istruzione, del lavoro, dell’alloggio e dell’accesso ai servizi sanitari”. “In Francia, magistrati e forze dell’ordine – secondo quanto riporta il rapporto – non sono sufficientemente informati sui risvolti razzisti dei crimini. I musulmani devono confrontarsi con un aumento di atti razzisti e lo stesso vale per gli ebrei soggetti, specie nelle scuole, a forme di antisemitismo”. Difficoltà per i Rom anche in Macedonia, mentre in Turchia “rimangono delle lacune nella Costituzione, nel diritto penale ed amministrativo per quanto riguarda il razzismo e la discriminazione. Progressi restano da fare nella libertà religiosa, in particolare la soppressione della menzione della fede religiosa nei documenti di identità e dei corsi di religione obbligatoria nelle scuole. Ancora da istituire l’organo nazionale specializzato nella lotta al razzismo e alla discriminazione”.