QUARESIMA: MONS. CAFFARRA (BOLOGNA): LA MORTE NON È “L’ULTIMA PAROLA” SULL’UOMO

“La parola che la Chiesa dirà fra poco su ciascuno di noi imponendoci le ceneri, non è la parola definitiva che si possa dire sull’uomo: essa esprime, per così dire, la verità penultima sull’uomo, non quella ultima. L’ultima parola che Dio dice all’uomo sull’uomo è la parola di grazia detta nella morte di Cristo”. Lo ha detto mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, presiedendo questo pomeriggio, nella Cattedrale di S. Pietro, ma Messa ed il rito dell’imposizione delle Ceneri. “Sulla Croce è accaduta la vera svolta, il vero cambiamento della nostra condizione mortale”, ha ricordato Caffarra, facendo notare come “il tempo di Quaresima che ora iniziamo è il tempo in cui Dio in Cristo vuole riversare su tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita. E’ il tempo in cui Egli vuol far passare ciascuno di noi dal regno della morte alla vita: mediante l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia farci regnare nella vita per mezzo di Cristo”. “Vita e morte – ha esordito, infatti, l’arcivescovo di Bologna –non denotano solo fenomeni biologici come per gli altri organismi viventi. Denotano la condizione della persona umana in rapporto con Dio, in cui consiste il bene della persona stessa. La morte dell’uomo, in senso profondo, è la sua condizione di separazione da Dio; è l’oscurarsi nella sua coscienza del legame intimo che lo unisce al suo Creatore; è la decisione di percorrere una via diversa da quella indicata dalla Legge del Signore”. In questa prospettiva, ha concluso Caffarra, “il popolo di Israele che non obbedì alla voce di Dio e non si tenne unito a Lui, e che perdette la sua libertà costretto a vivere in esilio, è il segno di tutta l’umanità”.