BIOETICA: COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA, “OCCORRE NON INDEBOLIRE LA PERCEZIONE DEL DOVERE FONDAMENTALE DI TUTELA DEI MALATI GRAVI”

” ““Particolarissime e fermissime tutele”: sono quelle di cui devono essere oggetto, secondo il parere del Comitato nazionale per la bioetica espresso nel comunicato stampa diffuso oggi, neonati e bambini che “nel caso di eutanasia pediatrica, non possono evidentemente prestare alcun valido consenso”. Essi, quindi, “vanno difesi come soggetti deboli, contro tutte le indebite e violente prevaricazioni che possono essere poste in atto nei loro confronti e che minaccino il loro diritto alla vita e alla salute, anche se rese spesso difficilmente percepibili dal drammatico contesto della loro malattia”. Il Comitato per la bioetica ritiene che “l’accettazione da parte di alcuni della liceità etica dell’eutanasia come suicidio assistito rischi di indebolire ulteriormente la percezione etica e sociale del dovere fondamentale di tutela dei malati affetti da gravi patologie fisiche e mentali”. Riguardo, in particolare all’handicap, il Comitato segnala che molte forme di esso “anche quelle obiettivamente di elevata gravità, trovano grazie alle ricerche della medicina più recente,promettenti possibilità di trattamento”. Ne consegue che “un diffuso atteggiamento di tolleranza nei confronti della soppressione dei neonati portatori di handicap, e ancor più la legalizzazione di tale prassi”, oltre a “costituire obiettivamente una biasimevole pratica selettiva”, potrebbe altresì “demotivare la ricerca nei confronti della prevenzione e della terapia dell’handicap medesimo”. Tutto ciò potrebbe, inoltre, secondo il Comitato “attenuare il dovere di solidarietà sociale verso i portatori di handicap e le loro famiglie, con evidenti ripercussioni nei confronti di quei beni oggettivi che sono la tutela del diritto alla salute e il progresso della scienza”.