RAGAZZO UCCISO A NAPOLI: ANDRIA (MAGISTRATO), LA CAMORRA APPROFITTA DELL’"ESTREMO DISAGIO DEL TERRITORIO". URGE "UN INGENTE INVESTIMENTO EDUCATIVO"

La morte di Emanuele, il quindicenne di Caivano ucciso, sabato notte, sulla strada statale 87 che collega Arzano a Frattamaggiore, in un conflitto a fuoco tra la sua banda di rapinatori e una pattuglia di carabinieri, "conferma lo stato di estremo disagio in cui si trova quella parte del territorio di Napoli, anche con riferimento agli episodi di devianza minorile. Inoltre, denota il coinvolgimento di questa parte dell’universo minorile nei circuiti più ampi della criminalità organizzata". Ad affermarlo, mentre continuano le indagini sulla tragica vicenda, è Pasquale Andria, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e la famiglia, che aggiunge: "Esiste un controllo del territorio esercitato dalle grandi centrali del crimine che, purtroppo, sono in grado di offrire soldi e ‘occupazione’ a ragazzi che non frequentano la scuola, non hanno lavoro né prospettive per il futuro; oppure a ragazzi che, quando trovano un lavoro, lo trovano al nero, pesantissimo e mal pagato".
Insomma, secondo il giudice Andria, la malavita offre un’alternativa allettante ad una vera occupazione. "La camorra – osserva il magistrato – è capace di offrire 50 euro per due ore di spaccio di sostanze stupefacenti: se un ragazzo vuole guadagnare la stessa cifra con un lavoro pulito ma al nero, deve impegnarsi per una settimana". "Non è, quindi, con un posto di lavoro o con un po’ di welfare in più che si combatte questo fenomeno – conclude Andria – ma con un ingente investimento educativo, con una grande responsabilizzazione e, al tempo stesso, aiuto che si potrà dare alle famiglie, alla scuola e al territorio".” ”