GIORNALISTA RAPITA: PAX CHRISTI, "CARA GIULIANA…". APPELLO "AGLI AMICI ISLAMICI" PER CHIEDERNE LA LIBERAZIONE

"Cara Giuliana, se in questo momento lasciassimo parlare solo il cuore dovremmo dire della desolazione che proviamo di fronte a questa assurda violenza che ti sta imprigionando e di come anche le pagine che non recano più i tuoi reportage ci sembrano vuote". Inizia così la lettera simbolica che il Consiglio nazionale di Pax Christi ha diffuso oggi per esprimere la propria commozione e vicinanza a Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita in Iraq il 4 febbraio, amica del movimento cattolico pacifista: "Con te abbiamo condiviso non solo le analisi e le riflessioni sulla guerra, contro ogni violenza e ogni forma di terrorismo, ma anche i passi che ci hanno condotto nel cuore dei conflitti, soprattutto tra le genti dell’Iraq. Su queste strade ci siamo conosciuti e abbiamo imparato a stimarti e a volerti bene". Pax Christi si appella in particolare "ai tanti amici e amiche di religione islamica che vivono in Italia e in Iraq affinché sostengano ogni sforzo utile alla tua liberazione in tempi brevi".   "Siamo ben consapevoli che i prezzi richiesti a tutte e tutti coloro che intendono impegnarsi fino in fondo per costruire la pace nella verità sono sempre molto alti – scrive Pax Christi -. La pace è a caro prezzo! La Pacem in terris, d’altronde, individuava proprio nella verità uno dei quattro pilastri della pace. Questo consente di distinguere i veri costruttori di pace da coloro che – al contrario – speculano persino su un valore così nobile e vitale! Motivo in più per prometterti, nonostante l’ora difficile, che non lasceremo nulla di intentato e che percorreremo ogni strada possibile per ritornare a vivere insieme l’impegno a favore dei senza voce e dei loro diritti".” ”