NULLITA’ MATRIMONIO: PRESENTATO OGGI IN VATICANO L’ISTRUZIONE "DIGNITATIS CONNUBII", "PROTEGGERE IL MATRIMONIO CON TUTTI I MEZZI POSSIBILI" (2)

Nel presentare la nuova Istruzione il card. Herranz ha voluto ribadire che la Chiesa cattolica non può accettare "vie di soluzione più semplici". Il fatto che la Chiesa sottometta la questione sulla validità o nullità del matrimonio a un processo giudiziario – ha osservato il cardinale – è a volte "oggetto di critiche o riserve, come se implicasse un eccesso di formalismo. Si ipotizzano vie di soluzione più semplici, che addirittura risolverebbero il problema nel solo foro interno, mediante la cosiddetta “nullità di coscienza”, in cui la Chiesa altro non farebbe che prendere atto della convinzione degli stessi sposi circa la validità o meno del loro matrimonio. Talvolta, si auspica pure che la Chiesa rinunzi ad ogni sorta di processo, lasciando questi problemi giuridici nelle mani dei tribunali civili. La Chiesa, al contrario, ribadisce la sua competenza per occuparsi di queste cause, poiché in esse è in gioco l’esistenza del matrimonio di almeno uno dei suoi fedeli". Disinteressarsi di questo problema – ha aggiunto il cardinale – "risulterebbe ancor meno comprensibile nelle attuali circostanze di confusione sull’identità naturale del matrimonio e della famiglia in alcune legislazioni civili che non solo accolgono e facilitano il divorzio, ma addirittura, in qualche caso, mettono in dubbio l’eterosessualità come aspetto essenziale del matrimonio". Il giudizio di nullità – ha detto mons. Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede – "si configura, oltre che come ministero di carità pastorale, soprattutto come un servizio alla verità", per cui il giudice deve "stabilire se quello celebrato è stato un vero matrimonio. Egli è, quindi, legato dalla verità, che cerca di indagare con impegno, umiltà e carità". E deve anche "guardarsi dal rischio – ha aggiunto mons. Amato, ricordando un’indicazione del Papa – di una malintesa compassione che scadrebbe in sentimentalismo, solo apparentemente pastorale". (segue)” ” ” ” ” ” ” ”