"Raccontare è importante per i bambini e di Gesù molto si può raccontare che rende felici". E’ quanto scrive mons. Wilhelm Egger, vescovo di Bolzano-Bresanone, nella sua lettera pastorale per la Quaresima, presentata questa mattina alla stampa. "Se superiamo il pudore di parlare in famiglia anche di temi religiosi, scopriremo quanto bene questo fa ai bambini", è la raccomandazione rivolta dal vescovo ai genitori, chiamati a prendere coscienza che "la comunicazione della fede nella famiglia è tanto più importante, quanto più tende a venir meno oggi nell’opinione pubblica l’attenzione al messaggio religioso". "Viviamo in un tempo di grandi cambiamenti", esordisce Egger: "Cambiano anche le opinioni sulla fede. Per questo la trasmissione della fede alle generazioni future diventa sempre più urgente, diventa un servizio irrinunciabile verso i nostri figli", a cui "non dobbiamo lasciar mancare" la "gioia" che deriva dal sentir parlare di Gesù. L’educazione religiosa, ammonisce infatti il vescovo, "comincia molto presto, molto prima che si parli ai bambini di Dio o che si preghi con loro. L’esperienza di sentirsi accolti e amati è presupposto fondamentale per un positivo sviluppo religioso. L’educazione religiosa ha molto a che fare con il vivere l’uno accanto all’altro in famiglia nella fiducia reciproca. Imparare a credere significa in fin dei conti imparare a vivere e viceversa. Vista così la fede è un’importante forma di relazione: e la relazione con Dio il bambino la impara anzitutto in famiglia". Nell’accompagnamento religioso dei bambini, sostiene Egger, "anche i nonni rivestono un ruolo importante": "Il tempo che essi trascorrono con i nipoti pone le basi della comunione e della fiducia. Lo stare insieme privo di impegni educativi di altro genere facilita il dialogo anche riguardo a temi e domande di natura religiosa".