UNIONE EUROPEA: CARITAS EUROPA, "DIAMO UN FUTURO AL KOSOVO"

In Kosovo più della metà della popolazione è povera, circa il 45% è di disoccupati, il sistema educativo è inefficace e si vive in uno stato di continua frustrazione, tensione e violenza per via della precarietà politica, amministrativa ed economica: è la situazione del Kosovo così come descritta in un rapporto di Caritas Europa presentato oggi a Bruxelles, che si concretizza in una Campagna che andrà avanti per tutto il 2005 con alcune precise richieste all’Unione europea, alle Nazioni Unite e alla Nato. Tra le raccomandazioni: "Dare priorità al Kosovo nell’agenda politica di tutte le istituzioni europee; stabilire una mappa politica ai fini di un futuro statuto del Kosovo, con la partecipazione delle autorità locali e dei rappresentanti della società civile; prendere delle decisioni affinché la Commissione europea sostenga il sistema educativo del Kosovo; promuovere investimenti europei e decidere un aumento degli stanziamenti europei per favorire lo sviluppo economico del Kosovo". Caritas Europa – una rete che riunisce 48 organizzazioni attive in 44 Paesi europei – sta sostenendo attivamente Caritas Kosovo e sta esercitando un’azione di lobby politica e di impegno per risolvere i tanti problemi del Paese, che dal 1999 – dalla fine della guerra – ad oggi non ha visto risollevata di molto la sua situazione. Il Kosovo è ancora amministrato dall’Unmik, la missione Onu, ma tante sono le difficoltà soprattutto rispetto alla tutela e sicurezza delle minoranze, come i 100.000  serbi dell’enclave di Mitrovica. "Esperienze realizzate in altre zone dei Balcani – osserva Caritas Europa – dimostrano che miglioramenti possono essere raggiunti solo quando alle istituzioni locali vengono date dirette responsabilità politiche". Per questo auspica che sia presto messo a punto uno statuto "che indichi le tappe e le condizioni" da mettere in atto per raggiungere questo obiettivo: "Procrastinare questa decisione – afferma Caritas Europa – vuol dire fare prova di irresponsabilità". Da parte sua l’organismo cattolico, in collaborazione con l’Università di Sarrebruck, sta lavorando ad un documento complementare – che verrà presentato nel corso del 2005 – che analizza vantaggi e svantaggi dei diversi modelli di statuto proposti.