"Oggi l’Europa racconta il capitolo più doloroso e più vergognoso della sua storia ricordando cosa accadde quando volle negare le sue radici bibliche e cristiane". È quanto ha dichiarato al Sir padre David Maria Jaeger, sacerdote francescano, ebreo israeliano di nazionalità, parlando del "Giorno della Memoria" che si celebra oggi in Europa. "E’ il ‘Giorno della memoria’ per gli Europei ma per noi del popolo ebraico la memoria dell’olocausto è costante, incessante. In molte famiglie vivono i superstiti e si notano dei vuoti lasciati dalle vittime dello sterminio". "Il crimine nazista contro gli ebrei ed altri ha detto padre Jaeger – è il rifiuto della fede biblica e cristiana che aveva lasciato spazio alle ideologie diaboliche del nazismo e del fascismo. Al momento dell’Olocausto le nazioni europee hanno quasi tutte peccato e gravemente mancato ai propri valori; c’è stato chi ha partecipato attivamente, chi con apatia e indifferenza, chi ha mandato gli ebrei e tanti altri ai campi di sterminio e chi ha chiuso le porte delle proprie frontiere ai profughi che cercavano di mettersi in salvo". "Dopo l’Olocausto ha proseguito l’esperto – l’Europa ha fatto un esame di coscienza e la nuova Europa è stata fondata anche su questo ricordo recuperando i valori sostanziali dell’eredità biblica e cristiana. La richiesta di perdono, per questo, deve essere chiara. Giornate come questa di oggi ha concluso – hanno un valore e sono un debito che si ha con la verità. Non si può restare indifferenti davanti ad alcune voci sconcertanti che ci hanno scosso e stupiti che vanno oltre ogni limite accettabile nel negare i fatti e la verità storica. La memoria e la verità hanno una funzione educativa: ricordando e raccontando la verità formiamo le nuove generazioni perché nulla di quanto è successo possa di nuovo accadere".