"Il nostro non è un compito di business ma siamo chiamati a favorire con coscienza e coerenza il cammino delle diocesi". Lo ha detto l’economo della Cei, mons. Giampietro Fasani, aprendo a Montesilvano (Pe) il 25 gennaio il convegno, promosso da quattro uffici Cei, il Servizio informatico (Sicei), l’Amministrazione, le Comunicazioni sociali e i Beni culturali, su "Nuove tecnologie, risorsa per la comunità ecclesiale". "Non possiamo permettere alla diocesi ha affermato – di trovarsi in una situazione tale che renda difficile il raggiungimento della sua missione perché non siamo stati sufficientemente accorti dal punto di vista economico". Per l’economo "una gestione non attenta e poco corretta può rovinare la missione stessa della diocesi" che è "una realtà complessa sia dal punto di vista delle strutture parrocchiali che quelle diocesane, ricca di tante realtà pastorali che hanno bisogno di essere inquadrate anche dal punto di vista economico". Per questo diventa "obbligatorio poter tracciare il budget preventivo con una certa precisione sapendo bilanciare le entrate e le uscite". La stessa testimonianza "di impegno di carità" della Chiesa "non può essere portata avanti senza le opportune coperture economiche ed un preciso studio del costo per il futuro". In questa realtà, "non si può pensare di continuare, facendo un buon lavoro, a servirsi di strumenti tecnici superati" ha dichiarato mons. Fasani che ha posto l’urgenza "dell’aggiornamento delle tecnologie" che non significa "essere alla moda ma rendere i nostri investimenti tecnologici capaci di interagire con le pari realtà di altre diocesi o parrocchie o della Cei". "L’economo e le scelte che vengono fatte ha concluso mons. Fasani devono essere capaci di una visione lunga e larga per essere significative oggi e domani. Lunga perché capace di condurre la diocesi verso il futuro, larga per avere sotto controllo l’intera realtà diocesana".” ” ” “