“‘Mai più’ questi crimini, qualunque sia la loro matrice politica”, affinché tutte le nazioni del mondo “rispettino veramente la vita, la libertà e la dignità di ogni essere umano”. Lo ha detto il nunzio apostolico mons. Celestino Migliore, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenendo ieri a New York alla 28ma sessione speciale dell’Assemblea generale Onu per la commemorazione del sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti. “Anche oggi ha osservato mons. Migliore constatiamo le conseguenze dell’intolleranza, che ci richiamano tutte le vittime dell’ingegneria sociale e politica del nazismo, elaborata su scala tremenda con deliberata e calcolata brutalità. Quelli che erano considerati inadatti alla società ebrei, slavi, rom, disabili, omosessuali furono segnati dallo sterminio; quelli che hanno avversato il regime con parole e fatti politici, leader religiosi, cittadini hanno spesso pagato con la vita la loro opposizione”. I campi di sterminio nazisti, ha sottolineato mons. Migliore, ci ricordano “la disumanità dell’uomo nei confronti dell’uomo” e la “sua capacità di fare il male”. In ogni caso, ha aggiunto, “dobbiamo ricordare che l’umanità è anche capace di tanta bontà, di dono di sé e di altruismo. Quando scoppiano calamità naturali e umane ha osservato come abbiamo visto anche di recente, le persone tirano fuori la parte migliore della società umana, con solidarietà e fratellanza, e qualche volta anche a costo della vita”. “Ognuno nel mondo è capace di fare il bene, una qualità che spesso si raggiunge attraverso l’educazione e una guida morale”.