” “”I media possono avvicinare i popoli” anche attraverso “la loro influenza per realizzare una veloce mobilitazione di aiuti in risposta ai disastri naturali”. Così Giovanni Paolo II nel messaggio per la 39ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, sul tema “I mezzi di comunicazione al servizio della comprensione tra i popoli”, diffuso oggi (memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti) dalla Sala Stampa della Santa Sede. “È stato consolante afferma il Papa – vedere quanto velocemente la comunità internazionale ha risposto al recente tsunami che ha provocato vittime incalcolabili. La rapidità con cui oggi si propagano le notizie accresce chiaramente la possibilità di prendere in tempo misure pratiche per offrire il maggior sostegno possibile. In questo modo i media possono conseguire un’immensa quantità di bene”. Rivolgendosi in modo particolare ai “comunicatori”, il Pontefice dice che essi stessi “devono mettere in pratica nella propria vita i valori ed i comportamenti che sono chiamati ad insegnare agli altri. In particolare, questo richiede un impegno autentico per il bene comune – un bene che non è confinato nei limitati interessi di un determinato gruppo o di una nazione, ma che abbraccia i bisogni e gli interessi di tutti, il bene dell’intera famiglia umana. I comunicatori hanno l’opportunità di promuovere una vera cultura della vita prendendo loro stessi le distanze dall’attuale cospirazione a danno della vita e trasmettendo la verità sul valore e la dignità di ogni persona umana”. Da qui la preghiera del Papa, in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2005: “Gli uomini e le donne dei media facciano la loro parte per abbattere il muro di ostilità che divide il nostro mondo, muro che separa popoli e nazioni alimentando l’incomprensione e la sfiducia; affinché sappiano utilizzare le risorse a loro disposizione per consolidare i vincoli di amicizia e di amore”.