"È lontano dal vero chi sostiene che la Chiesa non si curi dei corpi, come se il corpo creato non dovesse avere la sua parte nell’omaggio da rendere al Creatore": lo ha detto mons. Sergio Lanza, teologo e presidente dell’Osservatorio di Finetica, nell’introdurre questa mattina a Roma i lavori del convegno "Lo sport giovanile come luogo di valori. Investire in umanità". Organizzato da Finetica (Università Lateranense-Bocconi) e Sri (Socially Responsible Italia), in collaborazione con il Csi (Centro sportivo italiano) e Banca Intesa. Il pensiero proposto da mons. Lanza in apertura si è rifatto ad uno scritto di Pio XII ed è stato richiamato ha detto Lanza "per mostrare come l’attenzione ecclesiale verso il mondo dello sport sia tutt’altro che episodica e anzi motivi la riflessione odierna sullo sport giovanile come ‘luogo di valori’". Edio Costantini, presidente del Csi (13 mila società sportive e 850 mila atleti), ha detto che "occorre sostenere e incrementare le presenze di società e gruppi sportivi animati da allenatori-educatori ben preparati, perché in questo modo si offrono a tutti, soprattutto ai giovani, occasioni di crescita, socializzazione, uscita dall’anonimato, creazione di inediti spazi comunitari nei quali gli stessi giovani possano costruire la propria storia". "Lo sport ha detto mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del turismo, sport e tempo libero – oggi non è una realtà di pochi, elitaria,: è invece divenuto una realtà di massa, va considerato per quello che è, cioè una cosa ‘seria’, da prendere seriamente". Secondo mons. Mazza "occorre prestare attenzione allo ‘status’ dell’atleta oggi, sia esso professionista o dilettante". Mariolina Moioli, direttore generale del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, ha messo in evidenza alcune novità che riguardano il sistema scolastico. Ha citato i "Giochi Sportivi Studenteschi"; il piano nazionale di potenziamento dell’educazione fisica con la costituzione di una "rete" di docenti coordinatori a livello provinciale e regionale; la possibilità di attivare i gruppi sportivi scolastici con 6 ore settimanali di attività aggiuntiva per sostenere le "eccellenze" e "prevenire il disagio"; la creazione di speciali "college" per atleti in età scolare per non far perdere anni di scuola a quanti sono impegnati a livello agonistico; l’avvio di particolari corsi di educazione motoria nei quartieri degradati di grandi città e l’istituzione di "Campi estivi" aperti anche ai ragazzi stranieri.