Ruini non si è detto preoccupato per una eventuale sconfitta al referendum né timoroso per possibili strumentalizzazioni politiche: "L’indicazione di voto c’è già" e va nel senso "di respingere le proposte referendarie, mentre si valuteranno le modalità più efficaci per raggiungere tale fine". "La sconfitta ha aggiunto è possibile, ma non sono le previsioni sull’esito che possono determinare il giudizio morale. Noi abbiamo posto, con chiarezza, semplicità ed onestà, insieme con il rispetto di tutti, la nostra posizione. Siamo contenti e grati se anche altri hanno posizioni su questo punto convergenti con le nostre". Rispetto al dibattito che si aprirà per il referendum e alle possibili regole che si dovranno tenere in una materia così delicata, il card. Ruini ha sottolineato "che non compete all’autorità ecclesiastica porre le regole ma a quella civile". La regola fondamentale è, comunque, "affrontare gli argomenti in modo confacente alla loro serietà e al rispetto per il prossimo". La Chiesa affronterà "il dibattito con totale serenità e con grande chiarezza", ha ribadito il presule, il cui "unico auspicio è che sui mezzi di comunicazione sia dato spazio adeguato a tutte le posizioni". (segue)” ”