“Sceglieremo le vie che appariranno più efficaci a respingere le proposte referendarie, che riteniamo gravemente peggiorative della legge sulla procreazione medicalmente assistita”. Lo ha detto, stamattina il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, rispondendo ai giornalisti durante la conferenza stampa che ha concluso il Consiglio episcopale permanente, svoltosi a Bari dal 17 gennaio ad oggi. Alla domanda di come è stata accolta dal Consiglio episcopale permanente tale indicazione, il card. Ruini ha sottolineato come si sia trattata di “una delle occasioni” in cui ha registrato “maggiore unanimità”. A chi gli chiedeva se attraverso l’eventuale scelta dell’astensione c’è il rischio di delegittimare i cattolici o le istituzioni italiane, il presule ha affermato che “questo timore non c’è perché nel caso si optasse per quella via, essa è prevista dal legislatore italiano. L’uso dello strumento referendario viene, infatti, anche provato, nella sua opportunità, dalla partecipazione o meno al voto degli elettori”.
Il discorso del referendum si inscrive, ha notato qualche giornalista, nella più ampia questione antropologica. “La questione antropologica ha osservato il presidente della Cei riguarda chi è l’uomo, non solo dal punto di vista teorico, ma anche da quello pratico e nasce proprio con l’affermarsi di nuove possibilità d’intervento tecnico dirette sul corpo umano”. Diventa, allora, decisivo che cosa si ritiene sia l’uomo: “soltanto uno degli animali ha evidenziato il presule – o anche qualcosa di più, l’immagine di Dio, un essere che trascende la natura e che ha una sua dignità specifica e assoluta”. “Vorrei ricordare ha aggiunto il card. Ruini che i fondamenti della civiltà occidentale poggiano qui e vorrei citare anche la formula di Kant, per il quale ogni essere umano va trattato come fine e mai come mezzo. Tale formula applicata alla materia dà già un’indicazione molto chiara”. (segue)