"Fino a oggi non abbiamo alcun piano concreto per la realizzazione degli obiettivi del Progetto del Millennio", secondo quanto stabilito al Vertice mondiale del 2000. La dichiarazione è dell’economista Jeffrey D. Sachs, che da tre anni guida il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, incaricati di redigere strategie percorribili per combattere la fame, le malattie, la mancanza di istruzione in numerose regioni del pianeta. A Sachs fanno eco i responsabili delle tre agenzie Onu impegnate sul versante dello sviluppo dell’agricoltura e per accrescere le risorse alimentari: oggi a Roma Jacques Diouf (Fao), James Morris (Pam) e Lennart Bage (Ifad), hanno presentato un Rapporto, con dati aggiornati sull’indigenza e in cui si ribadisce la necessità di "mantener fede all’impegno di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema". "In un mondo che ha risorse abbondanti e che produce cibo a sufficienza per dare da mangiare a tutti, l’esistenza della fame non è solo un’offesa al nostro senso etico si legge nel Rapporto -, ma è anche la manifestazione del fallimento della comunità internazionale, incapace di adottare politiche e programmi di lungo periodo". Tra le vie indicate nel Rapporto spicca l’urgenza di fornire aiuti alle aree rurali più povere. Le agenzie Onu chiedono "investimenti adeguati nei settori alimentare e sanitario" e nuovi fondi per l’istruzione e la difesa dei diritti dei minori e delle donne.