DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO: LUZZATTO (UCEI), "LA VOLONTÀ DI DIALOGO C’È, LO SFORZO È ANCORA CARENTE"

"Il dialogo richiede sforzo intellettuale e volontà. La volontà c’è, lo sforzo qualche volta è ancora carente". E’ il bilancio del dialogo ebraico-cattolico tracciato in un’intervista al Sir dal rabbino Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia (Ucei) a 40 anni dalla dichiarazione conciliare "Nostra Aetate". "Se ci sono stati dei limiti e certamente se ne sono stati – dice Luzzatto -, sono soprattutto legati al fatto che il dialogo è rimasto abbastanza confinato ad un livello un po’ elitario, fatto per lo più di studiosi, ricercatori, pubblicisti.
E’ ancora troppo poco. Il dialogo richiede sforzo intellettuale e volontà. La volontà c’è, lo sforzo qualche volta è ancora carente". Qual è il contributo del dialogo ebraico-cristiano alla cultura e alla vita italiana? "Enorme – risponde il rappresentante delle comunità ebraiche -, a patto però che si impari a guardare in avanti. Che si dica: abbiamo avuto in passato dei tempi bui e di incomprensione. Adesso però cerchiamo di capire insieme che cosa possiamo fare. Ebraismo e cristianesimo gemmano da una radice comune. Poi si sono allontanati in polemica. L’allontanamento è una fase storica inevitabile. Adesso bisogna ripercorrere il patrimonio comune, e vedere come rivisitarlo alla luce dei bisogni dell’umanità oggi". Riguardo all’udienza domani dal papa di 160 rabbini di tutto il mondo Luzzatto ha detto: "Sono molto contento perché significa che stanno cercando quello che io chiamo un linguaggio comune. E’ un lavoro faticosissimo ma necessario altrimenti è un dialogo tra sordi. Il messaggio che arriva alla gente, è che viviamo in una nuova epoca storica, in cui quelli che erano considerati irrimediabilmente avversi gli uni agli altri, diventano persone che sanno dialogare".