CONVEGNO SU MOUNIER: CARD. POUPARD, "UN CRISTIANO PROFONDO E PROFONDAMENTE RADICATO NELLA CHIESA"

"Un cristiano profondo e profondamente radicato nella Chiesa": così il card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha definito Emmanuel Mounier, durante il Convegno internazionale in corso a Roma (fino a domani) all’Università Pontificia Salesiana, per commemorare il centenario della nascita del filosofo francese. "Di fronte a una società che crolla – ha detto il cardinale ripercorrendo l’itinerario del padre del personalismo – l’urgenza è quella di ritrovare lo spirituale contro lo spiritualismo, la tradizione contro il tradizionalismo, la fede contro il fideismo, la morale contro il fideismo. In breve, l’ordine vero contro il disordine stabilito".  Un tema caro a Mounier, secondo Poupard, è quello dei "cristiani nella città": "l cristiano opera nel secolo da cristiano, ma insieme con gli altri, nella città comune. La persona è l’uomo totale, quindi antitotalitario, è l’uomo relazionale, e dunque antindividualista, nella politica senza essere della politica. Egli è accoglienza di valori quanto autonomia. E questa disponibilità si fonda innanzitutto sulla necessità di aprirsi a Dio, che è la radice segreta di tutto il movimento di personalizzazione". "L’audacia e la pazienza, lo stupore e la fedeltà": queste, ha ricordato il presidente del dicastero pontificio, le due "virtù" dalla cui "combinazione" nasce per Mounier il senso della presenza del cristiano nel mondo. Due virtù che "raramente si ritrovano insieme", puntualizzava il filosofo francese, quando affermava: "Sempre attuale nella sua essenza, il  cristianesimo non è mai tanto di moda. La presenza della Chiesa nel mondo non è l’imperialismo, ma una discrezione ardente, come la presenza stessa di Dio". Poupard ha cominciato il suo intervento con una "testimonianza  personale: "Mezzo secolo fa scoprii le pubblicazioni di Mounier, che hanno nutrito la mia riflessione, e non hanno cessato, da quegli anni lontani, di essere per me compagne di riflessione ed anche orientamenti di azione. Questi libri di Emmanuel Mounier, che portano la data delle mie prime letture, dal 1954 in poi, sono sempre, ormai ingialliti, a portata di mano nella mia biblioteca".