Sono stressati ed hanno attacchi di ansia. Hanno difficoltà a intraprendere scelte importanti di vita, come l’acquisto di una casa, il matrimonio o la nascita di un figlio. Per questo la stragrande maggioranza è single e non ha figli. Ovviamente sul futuro esprimono sentimenti di pessimismo. Per tutti la "flessibilità" del lavoro è una "scelta forzata". Sono i lavoratori atipici, il popolo di collaboratori occasionali, a progetto, coordinati e continuativi, interinali o subordinati part-time, che è stato fotografato dall’Eurispes in un Rapporto che verrà presentato a Roma il 28 gennaio e che è stato anticipato oggi alla stampa. L’istituto di ricerca ha realizzato l’indagine su un campione rappresentativo di 446 lavoratori atipici di età compresa tra i 18 e i 39 anni. "La scelta di circoscrivere la rilevazione ad un segmento specifico dei lavoratori "flessibili" spiegano i ricercatori – è stata dettata dall’intento di verificare l’impatto delle diverse modalità di lavoro atipico sulla capacità progettuale". E’ emerso che la stragrande maggioranza del campione (l’89,7%) è celibe o nubile; appena il 6,5% è sposato, l’1,3% convive ed il 2,5% è divorziato o separato. Estremamente contenuta, tra i lavoratori atipici intervistati, la genitorialità: appena il 6,5% ha uno (3,4%) o più figli (3,1%). Il 71,3% degli intervistati afferma che il fatto di essere un lavoratore atipico ha influito molto (51,8%) o abbastanza (19,5%) sulla possibilità di comprare una casa ricorrendo a un mutuo e per il 58,8% ha condizionato negativamente perfino la possibilità di prendere in affitto un appartamento. (segue)