” “144 milioni di dollari per aiutare i bambini, 75 milioni di dollari per fornire alloggi d’emergenza, aiuti di prima necessità e sostegno logistico per centinaia di migliaia di vittime del maremoto che ha colpito l’Oceano Indiano. A lanciarli sono, rispettivamente, l’Unicef e l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), in occasione della conferenza globale per il coordinamento degli aiuti ai Paesi devastati dallo tsunami. “Occorre aiutare i bambini a superare il loro trauma, facendoli ritornare a scuola il prima possibile”, ha detto Carol Bellamy, direttore generale dell’Unicef, che tra le priorità ha indicato quelle di “formare gli adulti che operano con i bambini, come insegnanti e operatori sanitari, a riconoscere i sintomi del trauma e interagire con i bambini aiutandoli a elaborare l’esperienza drammatica che hanno vissuto”. L’appello congiunto delle agenzie dell’Unicef che ieri, tramite il segretario generale Mofi Annan, ha chiesto contributi per 997 milioni di dollari – mira a coprire, per un periodo di sei mesi, i bisogni più urgenti di circa 5 milioni di persone in Indonesia, Sri Lanka, Maldive, Seychelle e Somalia. Il programma di intervento dell’Unhcr si legge in una nota prevede 60 milioni di dollari destinati a fornire alloggi d’emergenza, materiale edile per la ristrutturazione e aiuti di prima necessità per 175 mila persone nella costa occidentale della martoriata provincia indonesiana di Ache. Per lo Sri Lanka, l’appello dell’Unhcr ammonta a 15 milioni di dollari per alloggi e aiuti a 100mila persone e per raggiungere 800mila sfollati; in Somalia gli aiuti necessari sono di 500mila dollari, destinati a 5mila famiglie. L’Unhcr lavora in 120 Paesi e assiste oltre 17 milioni di rifugiati con un “budget” annuale di circa un miliardo di dollari.
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