” “”Non vi sono al momento segnalazioni dirette o conferme sul fenomeno del rapimento di bambini, orfani dello tsunami, per uso sessuale, per il traffico di organi o per esser venduti come schiavi”. Lo hanno detto all’agenzia Fides fonti nella nunziatura apostolica di Colombo, che sta monitorando costantemente la situazione degli aiuti e dei profughi nelle quattro diocesi interessate dal disastro: Jaffna, Trincomalee-Batticaloa, Galle, Colombo. “Non sono giunte alla Nunziatura, e nemmeno all’ufficio di Presidenza dei Vescovi dello Sri Lanka, segnalazioni dalle diocesi, dalle parrocchie, da sacerdoti o istituti religiosi sulla presunta sparizione di bambini orfani”, si legge nella nota: “Nè il nuzio apostolico, mons. Mario Zenari e il suo staff, che in questi giorni stanno visitando le aree colpite, sono stati testimoni di episodi che potrebbero presupporre un allarme di ampia portata. Si procede dunque con estrema cautela nel valutare notizie e voci diffuse in questi giorni sulla stampa srilankese, e nel commentare eventi relativi ad altri paesi come Indonesia e Tailandia”. Molti bambini rimasti orfani, spiega la fonte di Fides, sono accolti dai parenti, nelle cosiddette “famiglie allargate”. Visto che lo Sri Lanka è, invece, uno dei paesi noti per lo sfruttamento dei bambini soldato (si calcola che ve ne siano diverse migliaia), secondo Fides “resta da verificare se vi sarà una impennata nel noto fenomeno dei bambini rapiti dai guerriglieri per diventare bambini soldato”. “Solo nelle prossime settimane, quando le famiglie saranno gradualmente ricomposte fa notare l’agenzia – si potrà avere una stima della scomparsa dei bambini”. Oggi, intanto, una associazione di studenti di una università buddista ha lanciato un allarme per i cosiddetti “lost children”, ma informa Fides “non vi sono verifiche o conferme da parte delle autorità civili né da parte del personale ecclesiastico, come i padri salesiani che da anni lavorano con i ragazzi di strada e per il la riabilitazione degli ex bambini soldato”.