TRAGEDIA TSUNAMI: ORIONINI, LE TESTIMONIANZE DALL’INDIA, “ORA INIZI LA VERA RICOSTRUZIONE”

” “”Ora che il pericolo di nuove scosse sembra essere terminato deve iniziare la pulizia dei detriti, il risanamento delle aree ancora sommerse e sepoltura dei morti. Questo é il primo lavoro per evitare epidemie di colera, tifo e altre. Poi vaccinazioni, specialmente per i bambini. Infine la vera e propria ricostruzione”. Così descrive la situazione in India don Oreste Ferrari, orionino, superiore della comunità di Bangalore, incaricato di coordinare un intervento di solidarietà nelle vicine zone di Andhra Pradesh e Tamil Nadu, gli Stati sud-orientali della penisola indiana con più vittime e danni. “La gente colpita era per la maggior parte formata da pescatori, famiglie che ora vivono col terrore del mare – racconta -. Il mare che per secoli é stato il loro sostentamento ora improvvisamente é diventato nemico”. Tante le testimonianze giunte alla Famiglia Orionina, che in India ha due comunità: “C’era un numero incredibile di pescherecci che volavano sulla cresta delle onde, come barchette di carta. Alcune si sono rovesciate e i pescatori cercavano di restare attaccati all’imbarcazione”, dice padre Ramanamurthy, da Andra Pradesh. “C’erano bambini a giocare sulla spiaggia; sono scomparsi inghiottiti dalle onde”, aggiunge Sounder Rajan, da Madras. “Era mattino presto e stavo preparando le reti quando ho visto le onde montare, sono corso in casa, ho afferrato i bambini e mia moglie e siamo scappati e il mare ha distrutto la capanna”, racconta Ravichandran, un pescatore di Elliot’s Beach, a Madras. “Ho contato 24 corpi in soli sei chilometri. Ho visto cadaveri di bambini impigliati nei cavi delle capanne sulla spiaggia. C’erano decine e decine di donne e uomini per strada a domandare, a cercare disperati i loro familiari”, racconta Gemunu Amarasinghe. (segue)