Un monito al mondo della politica che in questi anni fa registrare "un grande deficit di speranza". Arriva dal Cop, Centro di orientamento pastorale (realtà ecclesiale nata con lo scopo di porsi al servizio delle comunità parrocchiali per l’aggiornamento e la formazione) che al tema della speranza ha dedicato dal 27 al 30 giugno un Convegno a Perugia. Nelle conclusioni affidate al vescovo di Palestrina nonché presidente del Cop, mons. Domenico Sigalini c’è un paragrafo interamente dedicato alla speranza giocata nella vita della società e nelle istituzioni. "E’ evidente si legge nel testo come in questi anni la politica abbia un grande deficit di speranza: sta diventando l’arte di raggiungere interessi e non ideali comuni, cerca con cautela il possibile e demonizza i progetti, ha paura della condivisione che teme come spartizione di beni e non come ampliamento di partecipazione al bene comune. Se cerca una mediazione lo fa con la tecnica del bilanciamento di forze, non con la ricerca di valori comuni". Insomma, per il Cop il mondo politico attuale è ancora lontano dal considerare lo spazio civile in cui opera come "luogo in cui le speranze dei singoli acquistano forma universale, nel confronto faticoso delle posizioni, non nella voglia di vincere e sopraffare per poi creare aspettative di rivalsa". C’è però una politica che "parte dal basso" che dà speranza e che chiede di essere ascoltata: essa "trova spesso nelle appartenenze parrocchiali di quartiere la novità di un impegno per tutti, di solidarietà ormai solo monetizzate e a scadenza di finanziamento".