"Cara parrocchia, non mi resti che tu. Non riesco nemmeno ad arrivare alla fine del mese e presto mi vedrai a fare la fila degli accattoni". Inizia così la "Lettera della gente alla parrocchia", resa nota oggi a conclusione della 55° Settimana nazionale di aggiornamento pastorale organizzata dal Cop (Centro di orientamento pastorale), che si è svolta dal 27 al 30 giugno a Perugia. La "Lettera", simbolicamente firmata da "l’inquilino di fronte", descrive stati d’animo, difficoltà, dubbi e speranze di chi cerca di avvicinarsi alla parrocchia nell’attuale momento storico e sociale, caratterizzato da precarietà lavorativa ed economica, "stagnazione, adattamento, aria da funerale". "Ti sei mai domandata perché i politici che ho votato si sono lasciati andare a spartirsi gli interessi invece degli ideali?", domanda il firmatario della lettera alla parrocchia sua interlocutrice: "Ho provato a girare in qualche santuario, ad accendere candele dappertutto, ma mi pare di andare ad ammassare miserie anziché trovare speranze. C’è qualcuno cui sto a cuore oltre i miei amici, che vedo impotenti come me, oltre la mia famiglia che mi chiede di fare da spina dorsale e non ce la faccio più?" (segue)