BEATIFICAZIONE GIOVANNI PAOLO II: CARD. RUINI, “PROFONDO E UNANIME IL CONVINCIMENTO DELLA SUA SANTITÀ”(2)

” “Amore e sollecitudine per l’umanità, impegno instancabile per la pace e “per assicurare agli ultimi della terra una speranza di vita e di sviluppo, per difendere la dignità intangibile di ogni esistenza umana, dal concepimento al termine naturale, per tutelare e promuovere la famiglia e l’autentico amore umano”: questi alcuni dei tratti della figura di Giovanni Paolo II messi in luce dal cardinale vicario per la diocesi di Roma, Camillo Ruini, a conclusione della sessione di apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di papa Wojtyla che si è svolta questa sera nella basilica di San Giovanni in Laterano. Ripercorrendo la vita del pontefice polacco, nato nel 1920 a Wadowice, ordinato sacerdote nel 1946, nominato vescovo ausiliare di Cracovia nel 1958 e sei anni dopo arcivescovo e, infine, eletto al soglio pontificio il 16 ottobre 1978, il card. Ruini ne ha richiamato “l’impegno per l’unità dei cristiani” e “la tenacia” con cui ha difeso “l’integrità della dottrina cattolica”. Non solo profondità e intensità di preghiera alla base della sua azione apostolica, ma anche, ha precisato Ruini utilizzando un’espressione dello stesso Wojtyla, “il ‘rapporto del sangue'”. Sangue versato da Giovanni Paolo II a causa dell’attentato del 13 maggio 1981, ma sangue inteso anche come “vita intera offerta durante i lunghi anni della sua malattia”. Per il cardinale vicario “la sua sofferenza e la sua morte, la sua benedizione ormai senza voce dalla finestra, al termine della S. Messa di Pasqua, sono state per l’umanità intera una testimonianza straordinariamente efficace di Gesù Cristo morto e risorto, del significato cristiano della sofferenza e della morte e della forza di salvezza che in esse può trovare dimora”.