UNIVERSITÀ E LAVORO: MONS. CREPALDI (SANTA SEDE), LA FLESSIBILITA’ E’ "UNO DEI CAPITOLI PIU’ DELICATI"

Il lavoro "è e deve restare la chiave di ogni questione sociale", e la flessibilità è "uno dei capitoli più delicati" a cui bisogna "trovare risposte" garantendo sia il diritto al lavoro, sia "i diritti nel lavoro". Lo ha detto mons. Giampaolo Crepaldi, del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, a margine della conferenza stampa di presentazione del Terzo Simposio Europeo dei docenti universitari, in programma a Roma dal 30 giugno al 3 luglio sul tema: "Ora et labora. Il lavoro in Europa". "In una fase di grandi cambiamenti – ha detto il vescovo conversando con i giornalisti – ci sono tutte le ragioni perché il lavoro sia e resti la chiave di ogni questione sociale". Nei fatti, tuttavia, "sembra non essere più così", poiché cresce "la tendenza a lavorare per avere lo stipendio e cercare la propria realizzazione personale al di fuori del lavoro. Per la dottrina sociale della Chiesa, invece, il lavoro è intimamente connesso alla realizzazione della persona". Ad una domanda sulla "flessibilità" come fattore di "incertezza" per il futuro di persone e famiglie, Crepaldi ha risposto: "Il lavoro cambia sempre, e continuerà a cambiare: per questo occorre dare risposte ai cambiamenti, a partire però dal primato della persona sul lavoro". In questo contesto, ha aggiunto, "uno dei capitoli più delicati è la flessibilità": un campo, questo, in cui "bisogna trovare risposte che salvaguardino il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro: purtroppo, a volte, non vengono rispettati né l’uno né l’altro".