"Una conferenza per l’Iraq, non sull’Iraq": la definizione più efficace dell’incontro internazionale svoltosi mercoledì 22 giugno a Bruxelles si deve al commissario Ue alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner. Presenti 85 delegazioni, fra cui quelle dell’Onu, dell’Ue e degli Stati Uniti, si è discusso di tre temi principali: della situazione politica e del consolidamento della democrazia nel paese uscito dalla dittatura di Saddam Hussein; della ricostruzione economica; della sicurezza e della lotta al terrorismo. Il primo ministro iracheno, Ibrahim Al-Jaafari, accompagnato da una decina di ministri, ha partecipato ai lavori, confermando il massimo impegno dell’esecutivo per la rinascita della nazione. Nel suo intervento, il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha affermato che "ristabilire la sicurezza deve essere una priorità, ma alla fine i problemi politici richiedono soluzioni politiche". Dal canto suo il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, ha sostenuto che "il nuovo governo deve continuare a migliorare la sicurezza", "liberalizzare l’economia" e "aprire lo spazio politico a tutte le componenti della società del paese che rifiutano la violenza". La dichiarazione finale della conferenza di Bruxelles impegna la comunità internazionale a sostenere Baghdad sul piano militare e degli aiuti economici, affinché l’Iraq possa essere uno Stato "indipendente, sovrano, territorialmente unificato", ma anche "pluralista" e rispettoso dei diritti umani.” ”