” ““Prevale un sentimento di sconforto se si guarda alle politiche familiari messe in atto negli ultimi quindici anni. Evidentemente lavorare per la famiglia non premia dal punto di vista elettorale”. Così mons. Giuseppe Anfossi, vescovo di Aosta e membro della Commissione episcopale per la famiglia e la vita, intervenendo questo pomeriggio al convegno promosso dalla Cisl in occasione della presentazione della “Ricerca sulla famiglia e sugli anziani in Italia”. “La famiglia ha aggiunto il vescovo – ha perso il riconoscimento pubblico è sempre più privatizzata, equiparata a qualsiasi altra coabitazione, sfruttata e prosciugata”. Secondo Anfossi, “non bisogna esasperare il dibattito dal punto di vista ideologico, ma le posizioni devono essere chiare”. Per questo occorre “fare un grande lavoro culturale e storico per trovare obiettivi condivisibili”, specie nel mondo cattolico “che stenta ancora a mobilitare energie su questi temi”. “I grandi giornali ha concluso – descrivono la famiglia in termini poco veri e profondi, come subordinata all’episcopato. Al contrario abbiamo a che fare con una qualità umana enorme”. “Non bastano soluzioni di piccolo cabotaggio ha aggiunto Luisa Santolini, presidente del Forum delle associazioni familiari – deboli ridistribuzioni di risorse, piccoli aggiustamenti sui congedi parentali o sull’estensione del part-time. Occorre rilanciare la famiglia come soggetto socialmente rilevante, capace di generare solidarietà. Le associazioni sono pronte a fare la loro parte, ma vanno riconosciute”.