Il lavoro della Fondazione "Salus Populi Romani" dimostra l’usura "riguardi nella maggior parte dei casi le famiglie con esposizioni debitorie al di sotto dei 20 mila euro": "Si finisce nelle mani degli ‘strozzini’ per far fronte ad una malattia, ad una spesa imprevista, alla perdita del lavoro, alcune volte anche per organizzare il matrimonio di un figlio o per acquistare una nuova auto. Tutte cause riconducibili ad una cultura che incentiva bisogni fittizi e spinge a soddisfarli, anche quando il reddito non è sufficiente". Due le tipologie di percorsi che conducono all’usura: "il primo, più diretto e rapido, riguarda coloro che, nonostante una situazione economica piuttosto solida, si trovano ad affrontare crisi improvvise; il secondo, più lento, subdolo e diffuso, riguarda persone che versano in situazioni economiche precarie, che non dispongono di risparmi e non hanno margini di sicurezza economica oppure che si sono indebitate eccessivamente, facendo un ricorso smodato a pagamenti rateizzati". Dai dati forniti dalla Fondazione si nota che il 70% degli utenti si sono indebitati per l’acquisto di mobilio, elettrodomestici ed automobili. A partire dal 2000 sono aumentate le famiglie che, una volta esauriti i risparmi, si rivolgono a società finanziarie dall’apparente credito facile mentre, a partire dal 2003, si registra un aumento dell’indebitamento per il pagamento di mutui per l’acquisto di una casa. "Questo aumento può spiegarsi precisa la Caritas di Roma – con l’incapacità di continuare a far fronte alla rateizzazione per la progressiva riduzione del potere di acquisto salariale".