” ““Dopo l’11 settembre” si è diffusa “una concezione nuova dei rapporti tra Oriente e Occidente, tra islam e cristianesimo. Un tema che “è importante affrontare” anche “dal punto di vista culturale, con la conoscenza reciproca e il dialogo”. Così mons. Mounged El-Hachem, vescovo di Baalbek (Libano), intervenuto alla riunione del Comitato scientifico (circa 50 membri laici e religiosi di diversi Paesi del mondo) di Oasis, che si è conclusa oggi a Venezia presso lo Studium generale marcianum. Oasis (Centro internazionale di studi con una rivista plurilingue e un sito Internet: www.cisro.it) è stato promosso dal patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, per sostenere le minoranze cristiane nei Paesi a maggioranza musulmana e approfondire il dialogo con l’islam. “Una realtà, quella islamica, profondamente diversa a seconda dei Paesi” ha spiegato mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo melkita di Aleppo (Siria): “Il problema più urgente per noi è l’emigrazione dei giovani che vogliono andare in Occidente perché hanno la sensazione che il futuro dei cristiani non sia in Siria. Stiamo investendo pensiero, denaro, proprietà per aiutarli ad acquistare speranza nel futuro e a rimanere nel proprio paese”. “Mescolare culture e religioni sembra un elemento del progetto di Dio oggi – ha osservato il card. Scola -. E noi vogliamo cercare di capire che cosa la storia ci sta imponendo con forza e a volte con violenza”. Di qui l’invito “a farsi carico delle domande esistenziali dell’uomo, terreno di confronto su cui tutte le religioni sono provocate d interrogarsi”.