” ““Garantire i diritti fondamentali di tutti i cittadini e permettere che accedano ad una giustizia equa, in tempi ragionevoli, al servizio della verità, che metta al bando la paura, la vergogna, l’impunità e le disuguaglianze”. Questo l’invito che Benedetto XVI ha rivolto all’ambasciatore del Rwanda, tra i vari diplomatici accreditati presso la Santa Sede ricevuti oggi in udienza in Vaticano. Nel messaggio il Papa ricorda il drammatico genocidio del 1994 “che ha lasciato profonde ferite nel tessuto sociale, economico, culturale e familiare del Paese”. “Come non sentirsi oggi chiamati a lavorare senza stancarsi per la pace e la riconciliazione, al fine di preparare un futuro sereno per le generazioni presente e futura!”, osserva Benedetto XVI, che suggerisce: “Questo richiede innanzitutto di interrogarsi in coscienza sulle cause profonde di questa tragedia, per radicare nelle memorie e nei cuori il dovere imperioso di imparare a vivere come fratelli rifiutando la barbarie in ogni sua forma”. E chiede anche “di assicurare condizioni di sicurezza che permettano un funzionamento armonioso delle istituzioni democratiche”. “Bisogna sperare sottolinea il Papa che gli sforzi in atto per realizzare una giustizia veramente riconciliatrice serviranno al consolidamento dell’unità nazionale e determineranno le scelte politiche, economiche e sociali capaci di favorire uno sviluppo duraturo per il Paese, una riscoperta dignità per tutti i suoi abitanti e un aumento di stabilità per la regione dei Grandi Laghi”.