IMMIGRAZIONE: DON BODINI (CARITAS LOMBARDIA), "LA CAUZIONE? PALLIATIVI NON ADEGUATI AI PROBLEMI. LE ISTITUZIONI NON FOMENTINO LA ‘CACCIA ALL’ALBANESE’" (2)

"L’impressione – prosegue il direttore Caritas – è che la realtà rischi di esplodere. La violenza è sempre un fatto drammatico e la morte di un ragazzo è sempre inquietante. E’ logica la vicinanza alla famiglia che ora è nel dolore. Va condannata ogni violenza ma le istituzioni devono orientare una riflessione che resti entro i limiti della civiltà, senza mai esagerare, altrimenti si rischia di creare situazioni sempre più difficili e complicate da risolvere". La risposta, a suo avviso, "deve essere in senso costruttivo, cercando di capire sempre più il mondo giovanile che cerchiamo di interpretare ma che ogni volta ci sfugge. Riscoprire tutti, come Chiesa e come istituzioni, la nostra attività di educazione ad una società più giusta e senza forme di discriminazione". In Lombardia, osserva don Bodini, "in alcuni fatti drammatici emergono queste punte di estremismi che rischiano di essere strumentalizzate, però in generale c’è un certo equilibrio e un percorso di integrazione che sta andando avanti". "Bisogna reagire a questi fatti con senso di civiltà – conclude -. Anche perché poi a scontare le conseguenze sono sempre le persone che non c’entrano niente, e non si capiscono invece i veri problemi, che coinvolgono anche il mondo giovanile, problematico in sé. Purtroppo i problemi ci sono e vanno affrontati. Forse andrebbe fatta più prevenzione".” ”