Soddisfazione per gli sforzi tesi a stabilire una politica di migrazione e di asilo comune in Europa ma anche preoccupazione per la criminalizzazione dei lavoratori irregolari e di tutti coloro, Chiese e Ong che li aiutano sono state espresse in una lettera indirizzata al presidente di turno del Consiglio d’Europa, Jean-Claude Juncker, da sei organizzazioni cristiane (Caritas Europa, Comece, Commissione delle Chiese per i migranti in Europa, Commissione internazionale cattolica per la migrazione, Servizio dei gesuiti per i rifugiati, Consiglio dei quaccheri per gli affari europei) in vista del Summit europeo del 16 e 17 giugno a Bruxelles in cui verrà posta all’approvazione dei capi di Stato e di Governo il piano di azione "Programma dell’Aia" per la libertà, la sicurezza e la giustizia. Nel testo, diffuso oggi, gli organismi si dicono convinti che "la politica migratoria e di asilo deve essere centrata sulla libertà inalienabile di ogni uomo e nel rispetto dei suoi diritti". Per questo salutano con favore "gli sforzi dell’Ue di stabilire una procedura comune per le persone che beneficiano del diritto d’asilo entro il 2010" e "la particolare attenzione data ai diritti dei bambini che devono avere un impatto sul diritto al ricongiungimento familiare". A riguardo auspicano "che la carta europea dei diritti fondamentali diventi al più presto un testo legalmente vincolante". (segue)