MINORI E LAVORO: LENOCI (DIRETTORE ILO ITALIA): “VENGA RIPRISTINATO IN ITALIA IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE SUL LAVORO MINORILE”

” ““Child labour” e “child work”: la differenza tra questi due aspetti del lavoro che coinvolge i minori è che nel primo caso la totale impossibilità di accesso all’istruzione rischia di far saltare il futuro di intere giovani generazioni ed è questa la nostra priorità di intervento”: ha spiegato così, Claudio Lenoci, direttore dell’Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) in Italia, la differenza tra una forma di lavoro minorile come quello nelle cave e nelle miniere, che coinvolge oggi un milione di bambini nel mondo, e quella più mitigata dei bambini che danno una mano in piccole imprese familiari nel tempo che resta libero dagli obblighi scolastici. L’occasione è stata la tavola rotonda svoltasi oggi a Roma, su iniziativa dell’Ilo, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2005, dedicata proprio ai bambini che lavorano nelle miniere e nelle cave. In Italia, secondo i dati Istat, ci sono 146 mila minori impegnati in attività lavorative, di cui 31 mila a tempo pieno: “è un fenomeno che va contrastato soprattutto se si tiene conto degli altri fenomeni concomitanti del lavoro sommerso e della forte presenza di immigrati, che tendono a riproporre gli usi dei paesi di provenienza e a mandare i bambini a lavorare piuttosto che a scuola”. Per questo, l’Ilo lancia un appello affinché “venga ripristinato il Tavolo di concertazione sul lavoro minorile avviato alla fine degli anni ’90 per monitorare il fenomeno e avviare attività di contrasto, in applicazione della convenzione n.182 sulle forme peggiori di lavoro minorile”. Un impegno che, secondo Lenoci, non riguarda solo le istituzioni e i sindacati ma “la realtà produttiva del Paese e il tema della responsabilità sociale dell’impresa rispetto ai diritti fondamentali della persona e del lavoro, non solo per le attività svolte in Italia ma soprattutto all’estero, in situazioni in cui le legislazioni nazionali non sono abbastanza protettive dei minori”.