"Nella debolezza della politica sta ai gruppi sociali riuscire a farsi innovatori istituzionali, contribuendo a riumanizzare e a migliorare le istituzioni di cui disponiamo": ha detto oggi al convegno Caritas in corso a Fiuggi il sociologo Mauro Magatti, parlando dei cambiamenti del territorio e tra le persone che lo abitano, con nuove dinamiche e a volte "nuove lacerazioni". Secondo il sociologo "all’interno di uno stesso territorio aumenta la distanza tra i diversi gruppi che vi abitano, ci sono popolazioni straniere tra loro ed aumenta il senso di estraneità tra i gruppi". E’ così che, a volte, "la convivenza diventa un problema": "Le disuguaglianze tendono a crescere, mentre aumentano gli scarti umani, peraltro sempre più invisibili". Sia nei centri più avanzati, dove prevale "la logica dell’immagine della sicurezza", sia altrove, il rischio è sempre "l’anomia e l’indebolimento dei legami sociali". In questa situazione "i gruppi meno privilegiati si ritrovano in una condizione difficile". Magatti distingue tre categorie: "gli inadatti", i "vulnerabili" e i "lontani-rassegnati". E se "non si trovano le condizioni per vivere in questa nuova situazione, la risposta può essere la chiusura che genera paura e egoismo". "Basti pensare – fa notare Magatti a chi ha votato no al recente referendum sull’Europa". Da qui l’invito ai gruppi sociali "a farsi innovatori istituzionali, contribuendo a riumanizzare e a migliorare le istituzioni di cui disponiamo". Ed anche se "troppo difficile", ammette Magatti, "tenuto conto delle condizioni nelle quali ci troviamo ad operare", è necessario per "essere eredi e interpreti del grande patrimonio che caratterizza l’Europa cristiana".” ”