” ““Clementina deve tornare libera: scriviamolo per ricordarle e farle sentire che non è sola, che siamo in tanti a gridarlo con forza e trepidazione perché sia presto restituita alla sua vita, al suo lavoro, alle donne di Kabul”. E’ l’appello odierno dell’Associazione delle Ong italiane, che invita tutti a mandare un messaggio all’indirizzo perclementina@virgilio.it, in collaborazione con La Repubblica.it, Avvenire online, Misna e Radio Vaticana, che offriranno un aggiornamento sul numero dei messaggi e i testi più significativi. “Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo rassegnarci al numero impressionante delle vittime, dei feriti, dei rapiti in Afghanistan, in Iraq e negli altri Paesi a cui la quotidianità delle notizie ci hanno abituati”, afferma Sergio Marelli, presidente dell’Associazione Ong italiane. “Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo lasciar sola una madre ad urlare il suo dolore e la sua angoscia, perché la sua deve essere anche la nostra angoscia”, continua, ricordando l’importanza di “non far mancare il nostro messaggio di solidarietà ai tanti volontari all’opera in tutto il mondo”. “Che sia la voce forte, alta, continua di tutti coloro che ripudiano la violenza, condannano il terrorismo e aborriscono ogni violazione dei diritti delle persone” sottolinea Marelli, che ribadisce inoltre il sostegno di tutte le Ong italiane a Care international.