“Nelle nostre predicazioni è spesso assente l’escatologia e non è di conseguenza chiaro agli uomini di oggi in che cosa consista la salvezza di Cristo. Solo un annuncio integrale del Vangelo, che non si fonda unicamente sulla necessità delle buone opere, dà senso al rapporto tra vita terrena e al di là, peccato e grazia, bene e male”. E’ l’opinione espressa al Sir da don Gabriele Nanni, esorcista della diocesi di Modena, che nei giorni scorsi ha tenuto a Palermo le relazioni fondamentali al primo degli incontri di formazione per gli esorcisti promosso dalla Conferenza episcopale siciliana. “Per non perdere di vista la strada verso il Regno dei cieli, che va conquistato anche con il combattimento spirituale – rimarca Nanni in un’intervista da stasera on line su old.agensir.it – occorre non avere paura di parlare anche del demonio e dell’inferno, poiché proprio da queste realtà acquisisce significato la salvezza di Cristo. Oggi, invece, nessuno si sente più in pericolo”. Di qui, per il sacerdote, l’aumento dei casi di chi cade inconsapevolmente vittima del demonio, “dalle più frequenti vessazioni, subite direttamente dal Maligno in forma indiretta o tramite terzi, alle più rare possessioni vere e proprie che costituisco l’ultimo scalino di un progetto con il quale il demonio, in odio a Dio, colpisce la sua creatura”. Un fenomeno “che non è possibile quantificare perché – prosegue il sacerdote – su di esso non esistono ancora statistiche”, e al quale si aggiungono coloro che, “nell’illusione di essere liberi e di poter dominare la realtà, si avvicinano all’occultismo o alle sette sataniche finendo per ‘incarnare’ in sé lo spirito del male”.