DROGA: DON GIOVANNONI (RESPONSABILE COMUNITÀ TERAPEUTICA DI ORTONA): "SI RICERCA UNA CONVIVENZA TRA SBALLO E NORMALITA’ PER AFFRONTARE LE ANSIE DELLA VITA"

Se si abbassa l’età media dei ragazzi al primo contatto con gli stupefacenti, cresce il numero degli adulti "insospettabili", tra i 35 e i 40 anni, che conducono una vita senza apparenti problematiche, ma che assumono droga una o due volte la settimana: lo rivela l’anticipazione del rapporto annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze, curato dalla Presidenza del Consiglio. "Oggi – afferma don Luigi Giovannoni, salesiano, responsabile della comunità terapeutica ‘Soggiorno Proposta’ di Ortona (Ch), si ricerca una convivenza tra sballo e normalità, che consenta di gestire una vita ordinaria concomitante e parallela fatta di lavoro e di normali attività". "Drogarsi – insiste Giovannoni – si colloca dentro una vita pensata normale, in una logica di evasione e trasgressione, ma anche di sopravvivenza: lo sballo del week end, aiuta ad andare avanti rispetto alle tante incertezze e difficoltà esistenziali e relazionali della persona". Il problema più grande per i giovani di oggi è, secondo don Giovannoni, "l’ansia per il domani, il non poter progettare il futuro oltre l’orizzonte più immediato. La realtà intorno a noi ci costringe a vivere alla giornata e i giovani non trovano un humus nel quale radicarsi. C’è un grande capitale umano che non viene speso e che non è fonte di appagamento e serenità, finché non insorge la domanda: Sono davvero un capitale per quanti mi stanno intorno, per la società?". Il tentativo di gestire la dipendenza influisce sull’approccio terapeutico: "Prima che un ragazzo o un adulto si decida a chiedere aiuto, è già arrivato al capolinea. Se riesco a portare avanti la mia vita – ragiona – che bisogno ho della comunità? Ciò ha costretto anche i Sert (Servizi territoriali per le tossicodipendenze) a una profonda revisione di impostazione e obiettivi".